TRANSCIVETTA 2010




Domenica 18 luglio ho corso il mio primo trail, il Transcivetta (trentesima edizione, 23 km per 1959 m di dislivello).
Siamo partiti da Venezia alle 6.00 e abbiamo raggiunto la località di partenza (Listolade) verso le 8.00.
Dopo il caldo afoso e insopportabile di questi giorni, speravamo tutti nell'arrivo di un po' di fresco. Ebbene: è arrivato proprio quella mattina. A dire il vero, abbiamo fatto il viaggio con il diluvio. Temevamo perfino che la gara venisse rinviata, dal momento che pioveva in quel modo. Invece, man mano che ci avvicinavamo ad Alleghe, la pioggia diminuiva sempre di più finchè, all'arrivo, non pioveva più. La giornata si è mantenuta fresca, con un cielo nuvoloso ma senza pioggia. Che fortuna: era proprio il clima ideale per una faticaccia.
Alle nove, puntualissimi, hanno dato il via e siamo partiti. Eravamo circa 480 coppie: questa gara iinfatti , per chi non lo sapesse, prevede nel regolamento l'iscrizione con un'altra persona. Io ero in coppia con Claudio, quindi avevamo tutti e due il pettorale n. 272.
Il percorso inizia subito con una salita, quella che porta al rifugio Capanna Triestte, la definirei però "salitella ", a confronto con quello che ti trovi dopo. Ho cercato comunque di non stancarmi subito. Mi aspettavano 1950 mt di dislivello e quindi l'ho fatta camminando. Subito dopo questo rifugio il paesaggio comincia a farsi sempre più bello. Ogni tanto cercavo di  ammirarlo, ma  sembrava come che ci fosse una vocina interiore (un po' petulante, a dire il vero) che mi ricordava che stavo correndo e non dovevo distrarmi; infatti, quando correvo guardando il paesaggio puntualmente inciampavo, scivolavo ecc. La soluzione migliore è stata quindi quella di fermarsi ogni tanto quei due, tre secondi, giusto per poter fare qualche scatto fotografico (e riposare!).
La seconda tappa prevedeva l'arrivo al rifugio Vazzoler (1730), poi il rifugio Tissi (2250); da qui inizia un km di discesa tra paesaggi mozzafiato. Sapete quelle cartoline che vendono in montagna in cui ci sono sfondi da favola e vi sembra di toccare le montagne con un dito? Ecco, questo era il paesaggio nel quale correvo. Va detto però che la discesa è faticosa almeno quanto la salita perchè le gambe, quando sei stanco, tendono ad andare per conto loro e ti sembra di non avere più il controllo della situazione; mi è capitato di sentire che "perdevo il senso dell'ostacolo"... Poi un'altra salita, molto dura (due km con 350 m di dslivello), in cui nessuno osava correre e tutti ci arrampicavamo piano piano. Poi la discesa verso il lago Coldai, ancora più difficile (qui ho cominciato a pensare di essere stato un po' pazzo), c'è anche un pezzetto in mezzo alla neve ... poi ancora un saliscendi pazzesco e finalmente l'arrivo al rifugio Coldai. Dopo l'ultimo rifornimento, inizia il discesone verso il traguardo ai Piani di Pezzè,
Certo correre in mezzo alle montagne è una cosa meravigliosa. Purtroppo, per uno poco esperto di trail come me,  la fatica è stata la sensazione dominante.  C'era anche l'altra sensazione, quella che mi diceva che forse ero stato un po' incosciente ad affrontare una fatica simile ... Comunque una cosa è certa: l'esperienza va ripetuta!

Posta un commento