Avete capito cosa significa il video? Ebbene sì: sono riuscito ad abbattere il muro delle 4 ore! Real time 3:58. A dire il vero l'ho abbattuto forse a metà perchè sotto le 4 ore è solo il real time. L'altro tempo (non so come chiamarlo) è stato di 4:03. Gli esperti mi dicono però che si deve guardare il real time e così ... sono più contento! Per la cronaca: sto parlando della Venice Marathon, appuntamento prestigioso che io onoravo per la prima volta. Era anche la prima volta che facevo una maratona così importante. Infatti la mia unica maratona finora era stata quella del Custoza: bellissima, ma di sicuro non paragonabile a questa.
Inoltre era la Maratona della mia città, correvo "in casa", nella mia Venezia ed era pure il venticinquesimo anniversario ... Insomma, una girandola di emozioni che da giorni mi incatenava; ieri poi parlavo poco, non ho dormito, ho mangiato poco, ero agitatissimo. Questo anche perchè mi ero messo in testa questa storia di andare sotto le quattro ore. Appena arrivato a Stra, un veloce blogpoint con gli amici di italianblogtrotters davanti alla villa così ho avuto occasione di conoscere altre persone.  Dopo un po' mi incammino verso la mia gabbia di partenza (l'ultima !!!) e attendo lo sparo.
E'  stata una maratona durissima. Ho iniziato a correre piano, come tutti consigliano sempre.  Infatti tenevo un ritmo di 5:40 e l'ho mantenuto per i primi 15 km. Al 15 km ho infatti cominciato a  superare le lepri delle 4:15  e mi sono detto: bene, adesso accelero un po', così prima o poi raggiungo quelle delle 4: 00 e poi quelle delle 3:50. Come ho detto, mi ero prefissato questo obiettivo e volevo correre assieme a loro. Forse ho accelerato troppo presto. E' certo che dopo un po' ho sofferto abbastanza: il Parco di San Giuliano, che di solito mi sembra fattibile, mi è sembrato eterno, come pure il Ponte della Libertà dove bazzico quasi ogni giorno. E' evidente che ho sforzato più del dovuto o forse ho iniziato troppo presto ad accelerare.
So comunque che le lepri delle 3:50 non le ho mai viste nemmeno in lontananza. Vedevo solo vicino a me quelle delle 4:00. Cominciavo infatti ad abbattermi perchè non vedevo la possibilità di raggiungere il mio obiettivo. Arrivato al 30° km mi è venuto alla mente il fatidico "muro dei 30 km" di cui tanto si  parla. Meno male che non si è presentato e così, seppur affaticato, ho proseguito abbastanza tranquillo. A dire il vero non sono stato mai rilassato perchè ogni tanto guardavo il braccialetto che danno in dotazione con la tabella dei tempi e il mio  garmin per controllare il tempo; insomma questa fissa di andare sotto le quattro ore non mi abbandonava.
Arrivato a Venezia, ogni ponte era segnalato da un cartello con  il numero di ponti che mancavano: io con i ponti ho familiarità, ma questa volta mi sono sembrate montagne da scalare ...
Mi è piaciuta molto la partecipazione della gente. Ad ogni paesetto incontravo un sacco di gente che applaudiva calorosa e gridava frasi incoraggianti dando una botta di adrenalina in più. Sono venuti anche dei colleghi di lavoro che tifavano per me ... E sapevo che anche la mia famiglia mi attendeva al traguardo. L'atmosfera per tutto il percorso era davvero festosa.
Alla fine sono arrivato, un po' deluso perchè sul tabellone era scritto 4.03: non ce l'avevo dunque fatta! Invece no: il tempo da valutare mi dicono che è il real time (cioè quello che toglie giustamente il chilometro che il keniano non fa perchè è in prima fila ...). E quello dice che avevo centrato l'obiettivo: 3 ore e cinquantotto minuti.
Se poi paragono questo tempo a quello della prima maratona (4.:38) devo dire che ho fatto un notevole salto di qualità. Non è stata però una buona idea fissarsi con queste 4 ore. Mi sono rovinato la gara, i giorni precedenti la gara e lo stomaco a forza di guaradare l'ora. Le prossime volte sarò più sereno e cercherò di godermi di più l'atmosfera.
Sono arrivato anche molto stanco, ho fatto fatica a camminare per tornare a casa ...
Anche alla Venice Marathon, comunque,  ho avuto occasione di portare a casa ricordi  che, al di là della gara, avevano un profondo significato. Infatti mi  sono commosso tantissimo quando ho visto un non vedente che correva aiutato da un amico ed ho pensato che quella era davvero la maratona degli eroi, che quello era davvero un muro che veniva abbattuto con la forza dell'Amicizia.
Ci vediamo a Firenze il 28 novembre!!!!



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