UN GABBIANO PER AMICO


Eccolo qui!!


 
Domenica mattina avevo in programma di fare un lungo in vista della maratona di Firenze che mi attende fra due settimane.
Il lungo è l'allenamento che preferisco. Mi piace da morire partire prestissimo alla mattina e correre per un paio di ore ascoltando la mia musica preferita. A dire il vero ero un po' timoroso di fare una gran faticaccia visto che erano passate solo tre settimane da Venezia; ma dovevo farlo almeno una volta prima della maratona di Firenze e  spostarlo alla settimana successiva mi sembrava troppo tardi. Non avevo  quindi altra scelta e, visto che anche il tempo pareva si fosse dato una calmata, domenica mattina alle 6.30 sono partito in una città naturalmente deserta  e ancora addormentata.
Come al solito mi sono diretto verso il mitico Freedom Bridge per poi raggiungere il Parco di San Giuliano.
Dopo aver iniziato a percorrere il ponte della Libertà, ad un certo punto ho visto un gabbiano accovacciato su un angolino, che al mio avvicinarsi non si è mosso nemmeno di un centimetro. Ho pensato subito fosse ferito . Volevo fermarmi, ma poi ho pensato che non potevo fare niente in quel momento e quindi  ho proseguito la mia corsa. 
Ho cercato di tenere per tutti i 32 km che ho percorso domenica un ritmo il più possibile vicino al "ritmo maratona" e posso dire di essere abbastanza soddisfatto. Ho infatti confrontato i dati del Garmin con quelli della Venice Marathon. Domenica sono arrivato al 32° km dopo 2h:53' mentre alla Venice Marathon al 32° km ci sono arrivato dopo 2h:59. Non so se si possa fare questo paragone, ma per me sei minuti in meno dopo neanche un mese di distanza possono bastare. Diciamo che se concluderò la Maratona di Firenze con 6 minuti in meno rispetto a quella di Venezia sarò al settimo cielo; ma, per scaramanzia e per non stressarmi la vita,  questa volta non faccio previsioni.
Al ritorno sempre sul Ponte della Libertà sullo stesso punto ho rivisto il povero gabbiano. Questa volta  ho provato ad avvicinarmi, ma lui è subito scappato via, correndo senza volare. Evidentemente era ferito ad un'ala. 
Appena arrivato a casa ho provato a chiamare la LIPU. Ma purtroppo Venezia è una città sfigata e non c'è una sede della LIPU: la più vicina è a Padova. Mi hanno dato il numero di telefono della Polizia Provinciale e di un privato che sarebbe disponibile ad aiutare. Ma il privato aveva il cellulare spento e la Polizia Provinciale mi ha assicurato un intervento in serata; inoltre mi hanno detto che nel frattempo sarebbe stato utile portargli qualcosa da mangiare e da bere. 
Dopo essermi fatto la doccia ed essermi rifocillato, nonostante la stanchezza per i 32 km appena fatti, sono quindi uscito per portare cibo e acqua al gabbiano: non riuscivo a stare tranquillo a pensare a quel  povero uccello ferito, avevo paura che finisse sotto una macchina per cercare cibo. 
Come ben sapete, sul ponte della Libertà non ci si può fermare con la macchina. Potevo fermarmi mettendo le luci d'emergenza, ma non mi sembrava il caso. Ed eccomi di nuovo sul ponte, a ripercorrere in senso contrario gli ultimi 3 km del percorso appena fatto. Ero stanchissimo, ma sinceramente la voglia di aiutare quel gabbiano mi dava la forza di continuare. 
Mentre percorrevo il ponte camminando mi sentivo osservato. E' raro infatti vedere uno che cammina e che lo percorre a piedi. Tra me e me ridevo pensando a quello che potevano immaginarequelli che mi vedevano a piedi con un sacchetto del Billa sul ponte della Libertà. 
Finalmente l'ho trovato: era ancora lì, nel posto riparato che si era scelto. Ma dargli da mangiare non è stato facile perchè, poverino, appena mi ha visto, si è spaventato ed ha iniziato a correre allontanandosi dall'ansa riparata in cui si era rifugiato. Allora ho lasciato il cibo nell'ansa e l'ho superato costringendolo a fare dietrofront. Missione compiuta! Sono riuscito a farlo tornare nel luogo di prima, vicino al cibo e all'acqua che gli avevo portato.
Sono tornato a casa felice, ma anche in pena per la sorte del povero gabbiano ferito. Ad ogni modo oggi ho avuto la lieta notizia che la Polizia Provinciale (che approfitto per ringraziare) si è recata sul posto della mia segnalazione ed ha raccolto il gabbiano per portarlo da un veterinario. Sembrerà sciocco, ma saperlo mi ha fatto stare bene per tutta la giornata.
Qualcuno potrà pensare che di gabbiani ce ne sono tanti, che potevo stare a casa mia a riposare; ma quando si incontra una creatura in difficoltà ci si sente in qualche modo responsabili della sua vita, non si può voltare il viso dall'altra parte.
Correre fa sentire maggiormente il contatto con la natura e, certo, insegna anche a rispettarla e a cercare di salvaguardarla con più attenzione.
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