QUANTO SE' BELLA ROMA ...

Roma non è stata solo una semplice maratona, bensì un insieme di sensazioni  che, a ricordarle, mi viene ancora la pelle d'oca. Ma andiamo con ordine.
Arrivo a Roma verso le 13.30 di sabato e raggiungo subito l'albergo, l' Hotel Esedra Inn. E proprio qui trovo la prima (bella) sorpresa di questo fantastico week end. Eccola:

vasca idromassaggio in camera! Vi chiederete se mi ero montato la testa e avevo prenotato al Grand Hotel: niente di tutto questo. Era un semplicissimo albergo 3 stelle trovato in internet. Quindi immaginate la sopresa quando il proprietario (il mitico Sig. Giorgio) mi spiega candidamente che ha ritenuto di riservarmi questa stanza perchè pensava potesse essere utile, visto che dovevo correre la maratona. Ho iniziato subito a pregustarmi la sensazione delle bollicine dell'idromassaggio dopo le fatiche della maratona! Comunque, appoggiati i bagagli senza nemmeno disfarli, prendo solo il portafoglio, la lettera d'iscrizione e mi dirigo subito all'expo. Arrivato lì ho subito respirato l'aria del grande evento che stava per iniziare e a  cui, nel mio piccolo, contribuivo anch'io.


Tutto enorme ma organizzazione perfetta, non un secondo di coda. Ritiro il pettorale e mi dirigo sugli scalini dove incontro gli amici di runningforum e gli amici di italian blogtrotters. Faccio due chiacchere con loro, un paio di foto e mi dirigo di nuovo verso l'albergo. Mi riposo 5 minuti, disfo i bagagli e mi ritrovo con gli amici di Venezia che erano venuti con me, Luca, Claudio e Monica.
Facciamo un giretto in centro e poi andiamo a mangiare in un locale consigliato da un amico che abita  nella capitale. Roma è famosa per la sua cucina e a me piace mangiare bene; quindi inutile dire che nell'ottimo ristorante mi sono letteralmente "sfondrato" in barba  alla regola che dice che il giorno prima di una gara bisogna stare leggeri. Del resto la cucina di casa non è proprio la stessa cosa ... non potevo non approfittare!
Alle 23 torno in albergo, preparo lo zaino per il giorno dopo e inizio a dormire. Unica nota di tristezza i bimbi  e la moglie lontani, ma i continui sms ci hanno aiutato a sopportare questo weekend divisi.
E arriviamo a domenica. Mi sveglio alle ore 6.00 e mi dirigo in compagnia degli amici di Venezia in zona partenza, intorno alle otto sono già lì, pronto a scattare.
Purtroppo non sono riuscito a trovare il luogo del blogpoint della mattina, chiedo scusa ma proprio non l'ho visto. Ma è ora di dirigersi verso le gabbie di partenza ... 
E' lì che inizia un'emozione che è destinata ad accompagnarmi per tutti e 42 i km e che conserverò sempre nel cuore come bellissimo ricordo.
Intanto il luogo: a sinistra hai il foro romano, alle tue spalle il Colosseo e a destra, se non ricordo male, dovrebbero essere i Mercati Traianei. Mica roba da poco! Anche tu, che non fai altro che correre una maratona, ti senti nella Storia..In fondo qui è nata la nostra civiltà,  qui abbiamo le nostre radici, abbiamo tutti un po' di Roma nel sangue. Insomma, già ero gasato perchè partecipavo alla maratona della capitale, trovarmi in mezzo a questi "colossi" artistici ha scatenato ancora di più l'adrenalina. Consiglio a tutti questa maratona per provare questa sensazione di "onnipotenza" almeno una volta nella vita.
Mentre si attende la partenza viene intonato l'inno d'Italia in onore del 150° e noi spontaneamente abbiamo cantato. Pensate, in sedicimila a cantare "Fratelli d'Italia"! Insomma, io non sono mai salito nè salirò mai su un podio, nè faccio parte di nessuna Nazionale , quindi questa è stata un'occasione unica di cantare il "mio" inno in un evento sportivo. Se si aggiunge che ovunque sventolavano bandiere italiane, potete immaginare la commozione irripetibile di quel momento. Mi sentivo fiero di essere italiano!! Un'atrmosfera stupenda.
Poi, concluso l'inno, parte "The final countdown" degli Europe, altra musica "doppante" e finalmente lo speaker iniza il conto alla rovescia e si parte.
Anche il percorso è stupendo, quasi una gita turistica correndo anzichè camminando! Lasciata via dei Fori Imperiali si arriva a Piazza Venezia e si fiancheggia l'altare della Patria. 
Come si può facilmente immaginare all'inizio è pieno di gente assiepata, ma subito inizia una serie di viali larghi che conducono fino al Lungo Tevere. Ricordo a questo punto un quartiere popolare (penso il Testaccio) , ovunque pieno di gente che ti acclama e che ti porge calorosamente la mano. 
Ritorno sul Lungo Tevere e vedo un giapponese che sventola la bandiera del Giappone. I nostri sguardi fatalità si incrociano e alzo il pollice in segno di vittoria ma anche di solidarietà, pensando inevitabilmente alla tragedia appena consumata e lui, sorridente come sono sempre i giapponesi, mi saluta.
Arrivati all'incirca al 16°  km arriva il primo colpo d'occhio. Subito dopo una curva si spalanca davanti ai tuoi occhi la Basilica di San Pietro: lo spettacolo si può godere splendidamente dal centro di Via della Conciliazione poichè, essendo abbastanza larga, non hai nnemmeno la seccatura di dover star attento a non andare addosso a qualcuno. A rendere magico il tutto è un sottofondo di musica sacra! 
Cerco di godermi il più possibile questo momento, ma vedo purtroppo sulla destra una curva che mi fa capire che bisogna proseguire.
Dopo aver lasciato Piazza san Pietro si ritorna nel lungoTevere. Quando sono circa al 25° km ho un'altra sorpresa. Questa volta però non è una bella sorpresa; infatti cado clamorosamente a terra inciampando su una transenna. Vengo soccorso immediatamente da chi si trova lì vicino. Per fortuna non perdo sangue , ho solo due escoriazioni una sulla spalla e una sul ginocchio. Mi alzo immediatamente da terra, ringrazio i soccoritori e proseguo come se niente fosse successo. Al ristoro successivo mi butto un po' di acqua fresca sulle ferite evitando il soccorso medico che si trovava lì ma che mi avrebbe solo che fatto perdere tempo. Insomma, ho pensato, adesso ho anche i segni della battaglia!
Dopo una serie di vie periferiche si ritorna in centro e si passano altri luoghi suggestivi come Piazza Navona, Piazza del Popolo e la Fontana di Trevi. Purtroppo ero distrutto e non me li son goduti come meritavano , ma ero felice perchè mancava poco. 
Mi avvicino verso Piazza Venezia per poi affrontare l'ultima salita dietro il Colosseo e infine, davanti a me , vedo Via dei Fori Imperiali. Arrivo quasi in lacrime dalla gioia e alzo le braccia.......
Tempo finale 3:54. Quasi lo stesso tempo di Firenze. Contando che però è più dura e che ho perso qualche minuto quando sono caduto, sono contento. E' più dura perchè ci sono diversi saliscendi e i mitici sanpietrini che per alcuni tratti ti impediscono di correre bene.
Una volta superato il traguardo ritiro la medaglia e vado in infermeria per farmi medicare. Qui c'è da fare un po' di coda, vedo diverse persone che stavano male sul serio, gente con la flebo etc. Quasi quasi volevo andarmene  perchè l'atmosfera faceva un po' ansia, ma poi ho pensato che era più saggio farsi disnfettare.
Preciso che Roma è una città che conosco bene e ho visitato varie volte, ma la sua maestosità e la straordinaria bellezza dei suoi monumenti mi colpiscono sempre. Tornato a casa, stanco ma felice ho avuto l'ennesima sorpresa di questa giornata: Federico, il mio bimbo di due anni, ha imparato a dire "maratona" e "Roma"! Lui dice "marattonna" e "romma", chissà che sia un segno e che lui da grande possa essere tra gli "eroi" delle maratone!


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