CARNIA SKY RACE, UN TRAIL PER POCHI !!

Eccomi al secondo trail della stagione, anzi per l'esattezza uno sky race (qual'è la differenza? boh sinceramente non l'ho capita).
Si tratta del Carnia sky race che si è svolto a Paluzza (UD) domenica 17 giugno. Uno sky race che si presentava, per un neofita come me, avvolto in un alone di mistero: la pagina facebook praticamente vuota, sul sito di runingforum c'erano solo 5 interventi di cui due miei e gli altri 3 di Inchi (alias Matteo), pochi commenti trovati nei blog, poche foto, insomma un appuntamento al buio!
Sveglia alle ore 4.00 e partenza da Venezia ore 5.00. La giornata si presentava splendida. Non una nuvola in cielo, assenza di umidità. Insomma l'ideale per affrontare le salite (ma soprattutto le discese!!!) impervie di questa gara.
Arrivo a Timau con un congruo anticipo rispetto all'orario di partenza, così mi dirigo verso l'unico bar che c'era alla partenza. Entro desideroso di fare una buona colazione prima della partenza, ma la commessa mi dice che non hanno nulla da mangiare, ma solo da bere. Ma come si fa a non aver niente da mettere sotto i denti sapendo che domenica c'era questa manifestazione? Boh, il marketing non è il mio forte; per fortuna mi ero portato qualcosa da casa.
Ultimate le operazioni preliminari incontro finalmente l'amico Matteo, l'unico amico fino a quel momento "virtuale" a partecipare a questa gara e che sarà anche il mio compagno al Transcivetta 2012!!
Alle ore 9.00 si parte. I primi due km non presentano nessun problema. Poi inizia la famosa salita segnata dall' altimetria (che avevo imparato a memoria) in cui si prospettava una brusca salita che da 900 metri circa ti portava a 2184 mt.
L'amico Matteo dopo un paio di metri di salita non era già più in vista in quanto il suo superallenamento di quest'ultimo periodo gli ha permesso di correre assai più velocemente di me e di concludere in sole 5h10 (bravo Matteo e complimenti!!).
Devo dire che questa salitona che nei giorni antecedenti era il mio incubo, tutto sommato si è rivelata meno faitcosa del previsto. Probabilmente perchè la affronti all'inizio, quando sei ancora fresco ed è quasi interamente all'ombra di un bosco. Quindi arrivo in alto nella cresta del Monte Floriz; da lì si gode un paesaggio indimenticabile che ti ripaga dei tutta la fatica sofferta fino a quel momento. Molto bello incontrare i vari turisti di passaggio lungo il percorso, anche perchè tutti ti salutavano e ti urlavano bravo. Superato quindi il primo cancello orario in tempo per non esssere eliminato, proseguo e inizia un percorso in discesa. Una discesa però molto tecnica, piena di sassi  e sfracellacaviglie. Arrivato al Passo Monte Croce Carnico chiedo all'addetto al ristoro cosa mi aspettava adesso. Mi avvisa che devo affrontare una salita di dislivello di 500 mt e che se non me la sentivo potevo fermarmi lì. Offeso e umiliato da questa proposta indecente ho inforcato la borraccia e l'ho salutato dirigendomi ad affrontare la seconda salita: una salita molto brutta, piena di sassi;  inoltre, data l'ora, cominciavo a sentire caldo. Mi venivano in mente le parole dell'addetto al ristoro e ciò mi dava la forza di continuare e di reagire. Dicevo anche eroicamente dentro di me "a costo di arrivare ultimo, devo arrivare!!"
Lungo il  percorso diversi alpini che prestavano assistenza. Uno mi avvisa che dopo 10 minuti c'era un ristoro ma non l'ho neppure visto. Arrivo finalmente in cima al Pal Piccolo, felice di aver concluso gli ultimi 500 mt di dislivello; poi, come un bambino, rivolgendomi verso il basso,  ho fatto un gestaccio col braccio in direzione dell'addetto al ristoro che voleva portarmi sfiga!!
Faccio una breve sosta chiedo agli addetti com'è la discesa e mi assicurano che solo l'ultimo km è impegnativa e che in mezzo troverò anche un tratto pineggiante. Io sinceramente il tratto pianeggiante l'ho visto solo nei sogni; la discesa poi era supertecnica come quella di prima.
Finalmente dopo il 23 km comincio a sentire lo speaker. Sono vicino all'arrivo. Riesco a capire anche quello che dice e sento che dice :"grazie a tutti!!!" Capisco non solo che sono arrivato ma che mio malgrado stanno chiudendo baracche e burattini. La felicità di vedere il gonfiabile dell'arrivo mi dà la forza di correre a braccia levate e di salutare chi era ancora lì. 
Arrivato al tragurado lo speaker mi ferma. Non capivo il perchè, pensavo di essere l'ultimo e che aspettassero solo me per andare a casa. Invece no, non ero l'ultimo. Lo speaker voleva solo sapere come facevo ad essere così fresco e raggiante. Mi veniva da mollargli un cazzotto perchè pensavo mi prendesse per i fondelli, ma gli ho detto che era solo apparenza e che in realtà ero distrutto.
Incontro Matteo già docciato e stufo di aspettarmi. Due parole di commento e le prime impressioni e poi ci salutiamo dandoci appuntamento al Transcivetta.
Conclusioni: una gara bellissima però supertecnica. Ecco spiegato l'alone di mistero di cui parlavo all'inizio, penso si tratti di un trail abbastanza difficile. Non oso pensare come doveva essere l'anno prima dove si è corso sotto un diluvio. Io sono stato fortunato anche per il tempo.
Alla fine ho scoperto di essere arrivato quintultimo (6h33), ma anche che ventidue atleti sicuramente in gamba si sono ritirati; l'obiettivo per me in questi casi non è "fare un buon tempo" ma arrivare al traguardo. E io ce l'ho fatta !!!

 


 
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