VI RACCONTO LA MIA VENICE MARATHON

  
Finalmente è arrivato il giorno fatidico: quello che attendevo da un anno, "assetato di vendetta" contro i vari infortuni che mi hano fatto saltare l'appuntamento con la 27° Maratona della mia città. Si dice che la vendetta è un piatto che va servito freddo, e infatti ho dovuto avere più di un anno di pazienza, ricominciare praticamente da zero, ma alla fine ho vinto io!!!
Presentarmi sotto il gonfiabile della partenza, qualunque fosse stato il tempo finale, era quindi per me una piccola vittoria che stamattina mi sono proprio gustato minuto per minuto.
La giornata è iniziata alle cinque della mattina; notte passata in bianco anche per l'incubo che la sveglia non rispettasse il cambio dell'ora, ed infatti prima conseguenza di ciò è stato un forte mal di testa che mi ha tenuto compagnia per un bel po'.
Ore 6.15 l'incontro con gli amici runners che avrebbero affrontato con me l'ardua impresa. A dire il vero però è iniziata già ieri sera quando ho cominciato a scegliere i completi, le scarpe e .... la fascia da Sandokan rigorosamente intonata con tutto il resto e che ormai caratterizza il mio look.
I primi trenta chilometri sono andati abbastanza bene, ma non mi illudevo perchè sapevo che poi sarebbe arrivata puntuale la stanchezza a rosicchiare i minuti e a rovinare il buon tempo mantenuto fino a quel momento. Cosa che è accaduta più o meno a San Giuliano. Sentivo proprio che "no ghea vantavo più" e l'idea di dover correre altri 12 km mi faceva stare ancora peggio. La conferma di tutto ciò è avvenuta proprio a metà ponte della Libertà quando, con molta naturalezza, mi hanno sorpassato i pacers delle 4 ore.
A darmi la forza di proseguire c'era soprattutto il fatto che, a San Basilio, e quindi al 39° km, c'erano i miei tifosi più scatenati, ovvero i miei figli e mia moglie, pronti ad incitarmi con urla, cori e striscioni da stadio; infatti le pesti avevano anche preparato per me l'irriverente cartellone che vedete nella foto.

Per non tradire il loro tifo, essendo ormai quasi allo sfascio, ho percorso il ponte della Libertà alternando corsa a "dolci" camminate, riprendendo a correre solo nei pressi della Marittima. Infatti, anche nella foto che vedete sopra, sembro fresco, raggiante e pieno di energia!!!
Arrivato a San Marco, faccio il "giro d'onore" in Piazza San Marco. Ero talmente contento che si stava avvicinando il traguardo che ho voluto proprio gustarmelo. La folla presente mi ha prorpio dato la carica; ad un certo punto mi è venuto spontaneo fare il gesto della mitica Isinbayeva ai mondiali di Mosca quando incitava il suo pubblico ad applaudire facendo il gesto di non sentire.
Il risultato finale (4 ore e 15 minuti) era più o meno quello che mi aspettavo. Sono arrivato al traguardo letteralmente dolorante dalla punta dei piedi alla radice dei capelli; ironia della sorte, l'unico punto del mio corpo a non dolere era la schiena!!! Confesso di aver faticato anche a tirare fuori il cellulare dallo zaino per chiamare i miei cari ...
A Ca' Rezzonico è venuta mia moglie (indecisa se recuperare un vecchio passeggino per trasportarmi!), a farmi da stampella ...
Ed ora un annuncio choc (domani lo troverete di sicuro su tutte le prime pagine dei giornali):
questa è stata la mia ultima maratona! Non voglio affatto appendere le scarpe al chiodo, ma ho deciso che d'ora in avanti mi limiterò alle mezze maratone. Quarantadue chilometri per me sono diventati una fatica smisurata e non riesco più a divertirmi: preferisco eliminare un po' di chilometri e tagliare il traguardo senza chiedermi se il giorno dopo riuscirò ad alzarmi o se salterà fuori qualche nuova malora.
Prima di concludere, alcuni ringraziamenti:
Grazie a Max della Società Pettinelli che ha preparato per me un validisssimo allenamento (purtroppo però l'allievo è quello che è, e neanche un professore bravo come lui può fare miracoli).
Grazie a tutti gli amici che in questo periodo mi hanno sopportato e hanno corso con me, in particolare Urbano con il quale ho condiviso gli allenamenti sotto la calura estiva, che si concludevano però con una simpatica chiaccherata pre-lavorativa davanti alla mitica fontana di S. Basilio.
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