BERLINO HALF MARATHON - UNA METROPOLI IN FESTA


Sono appena tornato da una breve gita a Berlino dove ho potuto partecipare alla mia prima gara in terra straniera. Il 29 marzo infatti si è svolta la Vattenfall Berlin Half Marathon. Era da tempo che sognavo di fare una gara all'estero e così ho approfittato di tale evento per trascorrere, assieme alla mia famiglia, cinque favolosi giorni nella capitale tedesca.
Prima di tutto sfatiamo subito un po' di luoghi comuni, anzi uno in particolare: la mitica organizzazione tedesca. Non l'ho trovata affatto diversa da quella incontrata nelle gare organizzate lungo lo stivale e alle quali ho avuto il piacere di partecipare. Mi riferisco ovviamente alle principali (Roma, Firenze e Venezia). Semplicemente dalla loro parte i Tedeschi hanno chilometrici viali che facilitano tutte le operazioni. Basta pensare che l'arrivo e la partenza della mezza maratona si trovano nella Karl Marx Allee, una strada che veniva utilizzata per parete militari: per fare un confronto, via dei Fori Imperiali a Roma è un vicoletto. Sarei capace anch'io in queste condizioni favorevoli di organizzare bene sia la partenza che l'arrivo! In località come ad esempio Strà lungo il Brenta credo che più di così non si possa fare.
La vacanza a Berlino è iniziata con il ritiro del pettorale nel pomeriggio del primo giorno all' Expo organizzato in un ex aeroporto ora in disuso. Lasciati moglie e figli in appartamento a disfare i bagagli (la scusa della pioggia e del freddo al quale non erano abituati ha funzionato -  ve la consiglio) mi sono avventurato nell'efficientissima metropolitana berlinese per raggiungere il luogo dell'Expo. Sinceramente me lo immaginavo più grande, c'erano un po' le solite marche che si trovano anche da noi, ma ho visto anche tanti stracci. La mia carta di credito quindi non ha subito grandi decurtazioni. 
Dopo aver dedicato il sabato ai primi approcci 'turistici' con questa metropoli, arriva il giorno fatidico della gara. 
Decido di fare sfoggio dei colori della mia Italia ed è per questo che mi ero organizzato da tempo. Credo che la commessa di Sephora sia ancora traumatizzata da quando sono entrato in negozio e con tutta tranquillità le ho chiesto tre matite per il trucco. Di questi tempi non c'è da stupirsi ma per evitare equivoci le ho spiegato per cosa mi servivano: dovevo disegnare sulla guancia una bandiera della mia Italia ... 
Ecco qui come mi ero conciato:


 
Truccatrice ufficiale mia figlia Eleonora che ha dovuto sopportare un' alzataccia alle 6h30 ( lasciamo perdere l'ora legale) affinché potessi arrivare in tempo truccato come si deve all'appuntamento con gli amici della squadra di Pettinelli ad Alexanderplatz: quattro compagni di squadra Stefano,Valentina, Carlotta e Ivana che non avevo avuto il piacere di conoscere prima e che si sono rivelati una simpaticissima compagnia durante la gara. 

Eccoci qui:











Con loro ho raggiunto il luogo della partenza che ai miei occhi si è rilevata di una maestosità incredibile forse anche per merito della grandezza del viale e degli edifici che l'attorniavano. La stessa emozione ( anche se in un altro contesto) l'ho avuta alla maratona di Roma quando mi vedevo circondato dai Fori Imperiali.
Dopo aver adempiuto alle operazioni preliminari pre-gara, assieme ai miei compagni ci siamo diretti verso le gabbie badando bene di non arrivare in ritardo data la mitica puntualità tedesca. E invece sia io che Ivana e Carlotta (che partivamo dalla stessa gabbia) ci guardavamo increduli quando alle 10.15 (orario previsto della partenza ore 10.05) eravamo ancora fermi. Cos'è successo? Si è infranto un mito tutto in un momento. Abbiamo però ipotizzato che forse hanno fatto partire a blocchi, boh! Ad esser sincero non ho approfondito la questione.
Dopo il fischio d'inizio la gara si è rivelata in tutta la sua magnificenza. Tutta Berlino era in strada a tifare per noi. Non c'era un metro del percorso senza pubblico che ti acclamava: gruppi organizzati che suonavano, gente che sventolava bandiere di tutto il mondo, persino le majorettes. Passato un gruppo di persone che suonavano sentivi già da lontano il gruppo successivo che ti aspettava. Qui ho visto la differenza con le gare di casa nostra: mi venivano in mente le scene che vedo spesso qui da noi dove c'è l'ometto che scende dalla macchina incazzato perché il vigile gli ha detto di non passare per via della maratona, ma anche le parole di Mughini quando proprio pochi giorni prima a proposito della maratona di Roma disse che la città era divisa in due dalla farsa di far trotterellare in pantaloncini corti e cappellino qualche giovanotto. Quando sento queste cose o vedo scene come quelle sopra descritte, mi sento proprio fuori dall'Europa ma non economicamente (aspetto su cui proprio non mi cimento) ma come mentalità. 
Una cosa su tutte mi ha veramente amareggiato: non ho visto nemmeno una bandiera italiana, c'erano tutte le nazionalità lungo il percorso e quando passava un loro concittadino tutti gli applausi e le urla erano per lui. Italiani nulla. Solo al 20 km ho trovato un gruppetto di 4 persone che mi ha urlato Forza Italia, ma ero talmente distrutto dalla stanchezza che non ho assaporato per bene il momento.
Ho concluso la gara con il tempo di 1h e 48. Tempo direi normale e secondo le mie aspettative e che comunque per la prima volta è passato in secondo piano rispetto all'emozione, finora mai vissuta, di vedere una metropoli in festa e alla quale per 1/30.000esimo ho contribuito pure io.  

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