42^ MARCIA DELLA VITTORIA - NOVENTA DI PIAVE


La giornata particolarmente bella, limpida e con una temperatura gradevole ha richiamato domenica scorsa un sacco di podisti alla 42^ Marcia della Vittoria a Noventa di Piave. Molti erano reduci dalla Venice Marathon svoltasi la domenica precedente e, tra questi, c'ero pure io. La mia intenzione era quindi di fare una corsetta tranquilla senza tante pretese e ansie di tempi ma con l'unico scopo di sciogliere un po' le gambe affaticate dai 42 km appena conclusi.
Tre i percorsi a nostra disposizione: 6 km, 12 km, e 19 km. Indeciso fino all'ultimo su quale scegliere, la decisione finale ricade per il percorso più lungo; decisione forse un po' azzardata dato che lo scopo, come già detto, era solo quello di sciogliere un po' le gambe. Si sa però che quando ci si trova lì, ai nastri di partenza e si comincia a respirare l'atmosfera di una gara, l'adrenalina sale e si è spinti quindi alla scelta più impegnativa. 
Il percorso è, a mio avviso, uno dei più belli che finora ho avuto occasione di affrontare in una non competitiva. Pochi i tratti di asfalto e quasi interamente sterrato. Dopo il primo ristoro inizia un bellissimo tratto, immerso completamente nel verde, che costeggia il fiume Piave e che porta fino al 12° km. Dato il clima soleggiato degli ultimi giorni, il terreno si presentava asciutto privo di fango o comunque molto poco e in brevi tratti. Certo che se si è sfortunati e capita una giornata piovosa, credo sia da mettersi le mani nei capelli dal fango che ti ritrovi. La fortuna ha voluto pure che quando sono passato io non ho trovato molta gente e quindi ho cercato di godermelo appieno. La restante parte del percorso si snoda lungo un argine che, solo in qualche tratto, incrocia una strada. Devo dire che in ognuno di questi punti la puntuale presenza di un vigile assicurava il passaggio ordinato di noi podisti, senza alcun problema per il traffico e senza sentire brontolamenti da parte degli automobilisti scocciati dal nostro passaggio, come purtroppo ogni tanto mi capita. L'organizzazione mi è sembrata quindi perfetta, senza alcuna sbavatura. 
Per quanto riguarda il mio risultato posso dire che la fatica si è fatta sentire sia per la tipologia di terreno alla quale non sono molto abituato, sia per la presenza di qualche piccola salita. Fatica che però ho subito dimenticato nel ristoro finale molto ricco e abbondante con salumi, frutta, biscotti e bibite a volontà   
   




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